EXAGERE RIVISTA - Gennaio-Febbraio 2024, n. 1-2 anno IX - ISSN 2531-7334

Gestuelle sociale et culturelle et son interprétation dans un texte littéraire

(traduzione in italiano in fondo)

de Traki Bouchrara

Pourquoi nous nous interrogeons sur   cette équation entre la gestuelle corporelle culturelle et sa perception par l’œil de l’étranger à cette culture ?

Au fait, nous nous sommes aperçues dans certaines lectures, l’existence d’une sorte d’ignorance de la culture de l’autre et de ses codes et souvent ces interprétations inappropriées peuvent aboutir à un non-sens.

En effet, ce type de regard et   de perception   non adéquates peuvent impliquer des malentendus et entrainer des réactions d’incompréhension.

C’est suite à, la lecture d’un texte, du psychiatre Carl Gustav Jung, que nous apprécions encore et depuis toujours, que cette découverte nous a interpellé.

Dans son ouvrage, Ma vie, publié dans une traduction française chez Gallimard ,1966, nous nous sommes arrêtées net sur une description qu’il fait, lors de son séjour dans le sud de la Tunisie, dans la région de Tozeur. Il décrit deux jeunes hommes qui se tiennent par la main, il en a conclu, que ce geste signifie une amitié homosexuelle entre les deux jeunes personnes, en notant ceci ;

« Je me sentis soudain ramené à l’antiquité grecque ou ce penchant était le ciment de la société d’hommes et de la polis, de la cité qui était fondée sur elle … » p.277.

Bien entendu, notre propos n’est nullement d’ordre homophobe encore moins un jugement moral. Nous sommes dans le registre de confusion de certaines analyses ou descriptions qui ne correspondent pas à la réalité.

Notre réaction est justifié par le fait que nous savons, par nôtre appartenance à cette culture, que se toucher par la main, aussi bien pour les jeunes hommes ou les jeunes filles n’est pas d’ordre sexuel ; mais ce sont des gestuelles courantes dans nos sociétés, dans ce cas elles sont d’ordre culturel.  

Cette interprétation de la part de G. Yung n’a certainement aucune incidence sur lui, encore moins sur sa notoriété. Mais nous savons aujourd’hui l’impact de certains récits de voyageurs occidentaux sur les prédateurs sexuels, en particuliers les pédophiles.  Les faits sont connus et même signalés par certains écrivains et ceci dès la moitié du 20és.  L’exemple de André Gide, lire son essai sur Goridon. 

La culture du tactile est courante et connue comme une pratique conviviale , elle est  aussi méditerranéenne. Nous avons pu l’analyser et étudier lors d’une recherche universitaire qui a démarrée par une approche ethnographique intitulée : l’approche socio morphologique et reprise dans un ouvrage intitulé :  Symboliques Corporelles et Espaces Musulmans, paru aux éditions Céres, Tunis 1984.

C’est dans un article qui a pour titre :  Le mariage au Maghreb ; Une fête sociale des sens, publié dans la revue du monde Arabe, Quantara, 1996 ; que nous avons essayé de décrire cette sensualité corporelle tactile qui prends toute sa dimension palpable dans les préparatifs des mariages ruraux ou urbains, dans nos sociétés..

Nous sommes en présence d’une culture du sensible’ du sensuel ; celle  du corps. Toute une socialité qui passe par des rituels gestuels vis-à-vis de l’autre !

On dira plus simplement que ces rituels de sociabilité sont différents de l’éducation occidentale.

Il est à remarquer aussi que le concept du corps a toujours été omis par la philosophie occidentale, il a fallu attendre la discipline de l’ethnologie, qui au départ a servi la colonisation, pour comprendre cette vision si différente du corps, d’un continent à un autre.

Dans l’Islam, le corps est perçu comme une vraie entité physique et spirituelle. L’Islam est une religion du corps profane et sacré.  Le quotidien des pratiques profanes ou des pratiques religieuse sont largement décrites et relatées dans le texte même du CORAN ; à savoir l’art de vivre dans son corps et avec le corps de l’autre est aussi une discipline.

 Comme la discipline rituelle de se baigner, de se purifier avant la prière, après l’acte sexuel etc…Tout un protocole d’hygiène mais aussi de convivialité. A cela vienne s’ajouter la mesure du régime du jeun et son impact sur la santé…

           Souvent un certain temps est nécessaire pour comprendre la culture de l’autre.


Gestualità sociale e culturale e la sua interpretazione in un testo letterario

di Traki Bouchrara

Perché ci interroghiamo su questa equazione tra gestualità corporale culturale e la sua percezione da parte dell’occhio dello straniero a questa cultura?

Abbiamo infatti notato, in certe letture, l’esistenza di una sorta di ignoranza della cultura dell’altro e dei suoi codici e spesso, queste interpretazioni inopportune, possono portare a un non-senso.

In effetti, questo tipo di sguardo e percezione inappropriati può portare a fraintendimenti e a reazioni di incomprensione.

È stato dopo aver letto un testo dello psichiatra Carl Gustav Jung, che da sempre abbiamo apprezzato, che si siamo sentiti stimolati a riflettere su di una risposta.

Nel suo libro Ma vie, pubblicato in traduzione francese da Gallimard, 1966, ci siamo soffermati su una descrizione fatta durante il suo soggiorno nel sud della Tunisia, nella regione di Tozeur. Jung descrive due giovani che si tengono per mano, concludendo che questo gesto significa un’amicizia omosessuale tra i due giovani. Così notava:

“Mi sono sentito improvvisamente riportato all’antichità greca dove questa tendenza era il cemento della società degli uomini e della polis, della città che su di essa si fondava…” p.277.

Naturalmente, non siamo assolutamente omofobi, tanto meno vogliamo dare un giudizio morale. Dobbiamo notare che siamo, in questo caso, nell’ambito della confusione di certe analisi o descrizioni che non corrispondono alla realtà.

La nostra reazione è giustificata dal fatto che sappiamo, dalla nostra appartenenza a questa cultura, che il toccarsi per mano, anche per i ragazzi o le ragazze, non è di natura sessuale; ma questi sono gesti comuni nelle nostre società, in questo caso sono di natura culturale.

Questa interpretazione da parte di G. Yung non ha certo influito su di lui, tanto meno sulla sua notorietà. Ma ora conosciamo l’impatto di alcune storie di viaggiatori occidentali sui predatori sessuali, soprattutto pedofili. I fatti sono noti e anche riportati da alcuni scrittori e questo dalla metà del XX secolo Ne è un esempio André Gide, nel suo saggio su Goridon.

La cultura del toccarsi è comune e conosciuta come pratica conviviale, è anche mediterranea.

Abbiamo potuto analizzarlo e studiarlo durante una ricerca universitaria partita da un approccio etnografico dal titolo: L’approccio socio-morfologico e ripresa in un mio libro dal titolo: Symboliques Corporelles et Espaces Musulmans, edito da Céres, Tunisi 1984.

E’ in in un articolo intitolato: Il matrimonio nel Maghreb; Una festa sociale dei sensi, pubblicato sulla rivista del mondo arabo, Quantara, 1996; che abbiamo cercato di descrivere questa sensualità corporea tattile che assume tutta la sua dimensione palpabile nei preparativi per matrimoni rurali o urbani, nelle nostre società.

Siamo in presenza di una cultura del sensibile, del sensuale; quello del corpo. Una socialità che passa attraverso rituali gestuali nei confronti dell’altro!

Possiamo affermare più semplicemente che questi rituali di socialità sono diversi dall’educazione occidentale.

Va anche notato che il concetto di corpo è sempre stato omesso dalla filosofia occidentale, è stato necessario attendere la disciplina dell’etnologia, che inizialmente servì alla colonizzazione, per comprendere questa visione così diversa dal corpo, da un continente all’altro.

Nell’Islam, invece, il corpo è visto come una vera entità fisica e spirituale. L’Islam è una religione del corpo secolare e sacro. La quotidianità delle pratiche profane o religiose sono ampiamente descritte e raccontate nel testo stesso del Corano: cioè l’arte di vivere nel proprio corpo e con il corpo dell’altro è anch’essa una disciplina.

 Come la disciplina rituale del bagno, del purificarsi prima della preghiera, dopo l’atto sessuale, ecc. Tutto un protocollo di igiene ma anche di convivialità. A questo si aggiunge la misurazione della dieta a digiuno e il suo impatto sulla salute…

Spesso ci vuole del tempo per capire la cultura dell’altro.

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