EXAGERE RIVISTA - Maggio 2018, n. 5 anno III - ISSN 2531-7334
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Idee necessarie per crescere

 

di Sandra Matteoli

 

Parlare di scuola nell’attuale contesto socio-culturale è davvero difficile.

I rischi sono infiniti: aggiungersi al coro dei nostalgici che rimpiangono la scuola dei bei tempi andati? Commentare uno dei tanti (gravissimi) fatti di cronaca che occupano le pagine dei nostri quotidiani? Raccontare un episodio edificante per dimostrare che ci sono ancora delle cose positive?

Nonostante ciò abbiamo deciso di dedicare alla scuola un numero della nostra rivista proprio perché anche noi crediamo, come si legge in uno degli articoli che compongono questo numero, che essa sia “un ambiente in cui crescere, socializzare, imparare a stare al mondo”.

Alla scuola, infatti, è affidato il compito di educare e istruire, in collaborazione con la famiglia, i bambini e le bambine fin dalla prima infanzia. Essi vengono accolti e accompagnati nel loro percorso per favorirne la maturazione e la crescita a ogni livello.  In quest’ottica, all’interno di un paese democratico, la scuola è, a nostro avviso un’istituzione fondamentale e insostituibile.

Parlare di scuola, pertanto, ci pone di fronte a temi complessi, da affrontare da vari punti di vista com’è giusto che accada quando tocchiamo i punti nevralgici del nostro vivere quotidiano e del nostro futuro. Non possiamo non interrogarci sulla necessità di “un’idea” condivisa di scuola, sulla quale iniziare a investire risorse umane e materiali per dare la possibilità a tutti coloro che vi sono coinvolti di valorizzare al massimo le risorse personali ed esprimere le proprie potenzialità in un clima di benessere individuale e comunitario.

In questi ultimi tempi, invece, l’interesse dell’opinione pubblica e degli esperti sembra emergere solo per commentare i fatti violenti che coinvolgono alunni, docenti, dirigenti e genitori, senza che vi sia una distinzione di ordine e grado: dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore di secondo grado la realtà sembra essere sempre la stessa, nessuno è immune. Questo ha un duplice effetto negativo. Da un lato impedisce l’emergere delle buone prassi che, grazie ai valori dell’autonomia didattica e organizzativa degli istituti scolastici, permettono di rispondere ai bisogni delle realtà locali e valorizzare al massimo le risorse presenti in un territorio così variegato e complesso come quello italiano e dall’altro aumenta la percezione dell’emergenza a cui si risponde in un clima di tensione senza che ci sia un impegno costante supportato da investimenti concreti.

Ecco che, proprio a causa di quello che sta accadendo, pensiamo sia doveroso stimolare la riflessione e il confronto coinvolgendo persone che, a vario titolo, possono apportare il loro contributo.

Per questo motivo abbiamo lasciato spazio a tematiche diverse ma di grande attualità.

Ci piacerebbe ricevere dai nostri lettori (che speriamo siano almeno venticinque!) ulteriori spunti di riflessione e di approfondimento.

 

 

 

 

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