EXAGERE RIVISTA - Luglio-Agosto 2021, n. 7-8 anno VI - ISSN 2531-7334

L’effacement, la cupio dissolvi di una generazione di algerini. A colloquio con Samir Toumi.

 di Gianfranco Brevetto

Finalista per il 2017 del premio letteratura araba, l’Effacement di Samir Toumi, che sarà pubblicato in Italia nel 2018  dalla casa editrice Mesogea, si pone al crocevia di quella tradizione  letteraria, araba e europea, che si propone di sondare a fondo l’esistenza e la modernità. Toumi si propone di dar voce ad una generazione esclusa dalla costruzione di un’ identità collettiva, la generazione dei figli degli eroi nazionali della liberazione dalla condizione coloniale.

Ma, in fondo, questa annotazione storica rischia di divenire poco più di un pretesto. Le pagine dell’Effacement sono la narrazione della rottura, di un dramma di una nazione, di una rottura di quel filo che fino ad allora aveva tenuto insieme le diverse generazioni. Le pagine, di questo agile e ben equilibrato racconto, ci ricordano che nella storia di qualsiasi popolo non ci possono essere generazioni vincitrici e generazioni  dimenticate. La costruzione di qualsiasi identità collettiva deve avvenire attraverso un delicato equilibrio, delicate alchimie  che non prevedono il prevalere dell’orgoglio dei padri sull’ illusione e la disillusione dei figli.

Un tema attuale anche da questa parte del Mediterraneo, dove la rottura generazionale è un argomento sul quale non ci s’interroga più.  Semplicemente perché si è persa la percezione dei termini concreti del tempo e della storia.

Nell’Algeria della seconda generazione dopo l’affrancamento dalla Francia, questa rottura non è caratterizzata più dalla violenza delle armi. Essa si concretizza, invece, con il più subdolo dramma dell’assurdità esistenziale. In questo scenario il protagonista, al quale è negato anche un nome,  è un  oscuro,  quanto inutile, funzionario della SONAGPA, azienda pubblica che si occupa di petrolio e gas. Ente nel quale è stato assunto solo in quanto figlio di un eroe nazionale.  I suoi compiti?  Un inutile lavoro di reportistica interna.

Al compimento dei 44 anni,  il suo corpo appare  annullarsi, prima in modo saltuario poi sempre più di frequente, a causa di una sindrome che gli impedisce di vedersi riflesso nello specchio.  La memoria ingombrante del padre da poco defunto, il comandante Hacène, personaggio di spicco della guerra di liberazione nazionale impone a quest’uomo un progressivo, ed inesorabile, annullamento. Sin dalla prima redazione,  il titolo del racconto – ci dice Samir Toumi – si è imposto con evidenza. In effetti, questa parola, riassume da sola la trama. il personaggio è affetto d’un male che lo psichiatra al quale si rivolge qualifica come la “sindrome dell’annullamento”, vocabolo che si riferisce anche al fatto che la mia generazione post indipendenza è stata cancellata, divorata dalla generazione dei miei genitori, quella che ha liberato l’Algeria dalla dominazione francese

Il protagonista si muove in un mondo che non gli appartiene, che non riconosce e non lo riconosce, fatto si simboli, atteggiamenti, valori, che perdono di consistenza. Il legame generazionale, la capacità di  tenere insieme la storia di un paese, non funziona più, un distacco irreparabile si è creato. Se facciamo riferimento al Romanzo Nazionale Algerino, – denuncia l’autore – non parla che della generazione precedente, la mia non appare. Se i nostri genitori hanno lottato e ottenuto l’indipendenza del paese, siamo noi che ne contribuiamo quotidianamente alla costruzione. Ma, nello storytelling ufficiale, noi non esistiamo.  Abbiamo la sensazione di non aver ricevuto il testimone.  Simbolicamente siamo cancellati.

La seconda e, oggi, la terza generazione di algerini dopo il colonialismo, fa i conti con una difficile e pesante eredità. La generazione dei moudjahid, de combattenti della liberazione, ha lasciato un vuoto. In effetti, l’eredità che ci è stata consegnata è quella di un paese libero, una nazione da costruire- ci conferma Samir Toumi – . Penso che la terza generazione, quella dei nostri bambini, potrà alla fine scrivere, o completare, un nuovo Romanzo Nazionale, perché sarà più semplice per loro esistere e vivere senza l’ombra divoratrice dei loro predecessori.

Un ruolo molto importante nel romanzo lo hanno le donne. La narrazione, in proposito, ci fornisce l’immagine di un’Algeria insolita per l’occhio occidentale, forse troppo incline ai cliché. Io scrivo delle donne che incrocio ogni giorno ad Algeri – precisa Samir Toumi –. La promessa sposa costretta nel suo ambiente borghese e che sposa l’uomo che le hanno scelto, la madre del personaggio la cui unica funzione è stata quella di servire il marito. L’amante del padre, libera e disprezzata e infine, la donna d’affari, proprietaria di locali notturni e dominante. L’occidente ha la tendenza a rinchiudere le donne del Maghreb nello stereotipo delle donne sottomesse, totalmente alienate. La realtà è molto più complessa.

In una scena del racconto in cui il protagonista sembra rilassarsi accoccolandosi sulle gambe di  Malika, l’ex amante del padre,  compare il nome Samir, riferito ad un cugino di questa donna. Niente di autobiografico? Grazie a Dio no ! Io descrivo solo ambiente,  personaggi e  situazioni che conosco molto bene e fanno parte di quanto mi circonda.

Tra i personaggi maschili spicca il fratello del protagonista, Faiçal, una sorta di mister Hide, completamente l’opposto del protagonista. Lui, apparentemente, sembra non aver subito la figura paterna.  Se il mio personaggio è cancellato, per il suo male di vivere – precisa l’autore, il fratello è esattamente l’opposto. Vive in  perenne ribellione, fa di tutto per farsi notare, ma in maniera infantile. Lui è un irresponsabile velleitario in totale dipendenza dai sui genitori, ma anche delle droghe. I due fratelli non son ancora adulti, non sono ancora « maturi » , il loro rapporto con il padre non ha permesso loro di crescere.

L’Effacement consente di immergersi in un mondo poco conosciuto, quello della letteratura nordafricana in lingua francese. Per questo più facilmente fruibile anche al di là delle sponde del mediterraneo. Una letteratura complessa e, a torto, poco considerata.

La letteratura algerina è una letteratura multilingue – precisa Toumi – . Abbiamo autori in lingua araba, in quella francese e in tamazight, cioè la lingua berbera. Faccio parte di questa sfera, non è la lingua che mi definisce, ma la mia identità di algerino. Mi sento più vicino agli autori arabofoni algerini che agli autori francesi, anche se, con questi ultimi, scriviamo nella stessa lingua.

Quindi tre lingue che condividono gli stessi sentimenti? L’Algeria dispone di una scena letteraria che dà prova di grande vitalità. Ci sono molti giovani autori emergenti, I lettori algerini sono sempre più arabofoni, ma molti giovani autori scrivono ancora in francese. La traduzione delle opere non è ancora sufficientemente sviluppata, è un vero peccato.

La cancellazione della memoria conseguente alla cancellazione dell’immagine riflessa, la perdita della nozione di tempo, la certezza di trovarsi all’interno di un complotto, fanno di questo racconto la cruda analisi proprio di quello specchio, lo specchio della società algerina – e forse non solo di quella – che riflette solo la generazione dei padri, sacrificando il futuro.

 

Samir Toumi

L’effacement

Éditions Barzakh

2016 Alger

ieffacement

Share this Post!
error: Content is protected !!