EXAGERE RIVISTA - Marzo - Aprile 2019, n. 3 - 4 anno IV - ISSN 2531-7334
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Scrivere per bambini: cosa tutt’altro che superficiale. Le Tartarughe Marine

di Francesca Rifiuti

 

Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume

(Paul Valery)

 

Chi ha detto che ciò che riteniamo “leggero” sia superfluo, di poco conto, superficiale?

Già Italo Calvino, nelle sue Lezioni Americane, valide e importanti allora così come oggi, ci insegnava a guardare alla leggerezza come a un modo per “planare sulle cose dall’alto”, per “non avere macigni sul cuore”.

Infatti, è utile approcciarsi agli argomenti più complessi con semplicità, specialmente quando abbiamo a che fare con i bambini. Le grandi ramanzine e le spiegazioni infinite sono poco utili e spesso gli adulti le fanno perché si dimenticano che i figli non sono degli adulti in miniatura, ma sono persone con bisogni, linguaggi e desideri diversi.

Ecco che ci viene in soccorso uno strumento apparentemente così semplice, come può essere il libro.

Sarà accaduto a molti lettori della rivista di immergersi in una storia e di percepire, anche se solo lontanamente, una risonanza, un’affinità con la storia personale, con gli eventi passati, con i progetti futuri. Le storie hanno questa potenza, sono in grado di parlarci in modo diretto, pur narrando le vicende di qualcun altro; riescono a cogliere ciò che di più fondamentale c’è nella vita, nella crescita, nelle relazioni. E lo fanno non solo i grandi romanzi per adulti, ma anche gli albi illustrati e i libri di narrativa rivolti ai bambini e alle bambine di tutte le età.

Leggere libri insieme ai bambini permette di affrontare con loro, con un poco di leggerezza, tematiche, argomenti ed eventi della vita difficili e delicati, come per esempio l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, una malattia, una separazione, un trasloco. Leggere storie che riguardano questi argomenti dà la possibilità al bambino di sperimentare in un ambiente protetto le emozioni suscitate dalla situazione, prendendo confidenza con cose che non conosce e alleviando la paura.

Proprio da questi pensieri nasce la collana “Le tartarughe marine” della casa editrice Tre Sei Scuola. Una collana di albi illustrati pensati per i bambini dai 3 anni in su (adatti anche  in seguito alla Scuola dell’Infanzia, per l’apprendimento della lettura) e una di libri di narrativa per i più grandi, per accompagnarli nel percorso della Scuola Primaria.

Le tematiche della collana hanno come sfondo il mondo che va dall’infanzia alla preadolescenza, lo scambio generazionale, lo sviluppo di capacità personali, l’espressione di contenuti emotivo-affettivi e tanto altro ancora.

Durante la crescita, l’adulto ha molti compiti importanti nei confronti dei bambini: sostenere la fiducia e l’autostima, favorire lo sviluppo dell’autonomia, incoraggiare lo spirito di iniziativa, promuovere la consapevolezza di sé e il rispetto delle differenze, contribuire alla formazione di individui capaci di esprimere bisogni, emozioni, capacità.

La lettura crea occasioni per portare avanti tutto questo, affrontando argomenti importanti con rispetto e delicatezza, senza incorrere in forzature e appesantimenti.

Le storie possono, con la loro ironia e, appunto, con la giusta dose di leggerezza, essere complici nell’affrontare momenti difficili e fondamentali del ciclo vitale. Con i libri è possibile creare uno spazio sicuro, un momento emotivamente significativo in mezzo a un mondo che scorre veloce e che sempre più spesso ruba spazio all’affetto, alla condivisione autentica e al contatto.

Nella collana degli albi illustrati, le storie nascondono tematiche profonde e importanti, come lo sviluppo dell’autonomia, l’arrivo di un fratellino, l’amicizia, l’ingresso a scuola, l’alimentazione e il rapporto con il cibo, il gioco, la rabbia e le emozioni che a volte sono nascoste dietro essa.

Con l’aiuto di illustrazioni evocative, pur nella loro semplicità, le storie permettono ai bambini di entrare in mondi in cui i protagonisti vivono esperienze simili alle loro, in cui ci si può specchiare e immedesimare, di cui si può parlare, su cui si può riflettere insieme all’adulto.

In Dopo La Pioggia si parla per esempio, attraverso brevi dialoghi e illustrazioni avvincenti, di un’amicizia apparentemente impossibile, che però nascerà comunque grazie all’intervento di un aiutante, il quale cercherà di insegnare ai due protagonisti che a volte le discussioni si possono risolvere cercando di trovare un punto d’incontro che stia bene a entrambi i contendenti.

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In Si Fa Per Finta si parla invece del gioco simbolico e della bellezza di divertirsi con poco, lasciando il resto alla fantasia, all’immaginazione, alla collaborazione tra pari.ù

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In Sotto Le Coperte la rabbia è l’emozione predominante nella vita del piccolo protagonista, che dice sempre di no e che non riesce a godersi la vita di tutti i giorni senza esprimere la propria irritazione per qualsiasi cosa, a casa e a scuola. Ma la sera, sotto le coperte, sogna un mondo dove poter giocare con gli amici, dove poter dire sì, sorridere ed essere sereno. Perché la rabbia a volte nasconde al suo interno le più svariate emozioni: tristezza, solitudine, paura, insicurezza. Forse i genitori del protagonista possono fare qualcosa per lui, possono sintonizzarsi coi suoi bisogni più grandi, fermandosi un momento ad ascoltare, dando alla rabbia un nuovo significato.

Sotto-le-coperte-COPERTINA

Insomma, tutti questi albi illustrati per bambini hanno aspetti poetici, artistici e pedagogici. Con il potere delle (poche) parole e delle belle immagini si possono costruire ponti tra adulti e bambini, ponti che aiutano a conoscersi, a trasmettere nuove conoscenze, a capirsi e amarsi in un contesto affettivo significativo.

Durante la lettura di un albo, l’adulto adotterà una chiave e un livello di comprensione del tutto diversi da quelli del bambino ed è per questo che a volte gli albi illustrati sono più utili a noi grandi, per ricordare la nostra infanzia e capire attraverso un linguaggio semplice e leggero le cose importanti della vita.

Oltre agli albi illustrati, Le Tartarughe Marine comprendono anche una collana di narrativa pensata per i bambini della Scuola Primaria: dentro alle storie si parla di difficoltà scolastiche, di traslochi e grandi cambiamenti, di autonomia, di separazioni, di nuove tecnologie, del passaggio alle scuole medie e anche di adozione. Sempre più spesso nelle scuole ci sono bambini adottivi, che provengono dall’Italia o da paesi lontani. Questi bambini hanno vissuto un’esperienza totalmente diversa da quella dei figli biologici ed è importante, soprattutto per gli insegnanti, conoscere queste peculiarità per poter dare un aiuto, per poter dar voce dai pensieri, alle idee, ai vissuti di tutti, favorendo l’ascolto ematico e il rispetto delle differenze. “Dimmi che saremo felici” è la storia di Bianca e di José, due fratelli che arrivano dal Brasile, adottati da una coppia che desidera ardentemente una famiglia felice. Ma che cosa vuol dire essere felici? Quanto tempo serve per diventarlo? E se non fosse possibile? Mille domande girano nella testa di Bianca, la protagonista, mentre un anno difficile ma anche avventuroso la coinvolge e la cambia. Ecco che, pian piano, i protagonisti scopriranno che ci vuole tempo per costruire i legami significativi, per imparare a conoscersi e a volersi bene, accettando pregi e difetti di chi abbiamo intorno.

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I bambini sono i veri protagonisti di questa collana di narrativa. Le storie non danno lezioni di vita, non insegnano in modo diretto come ci si approccia alle situazioni quotidiane. Sono semplicemente storie che, grazie alla metafora e al racconto di momenti ed episodi, permettono di riflettere su alcuni argomenti importanti per la crescita.

Per coinvolgere tutte le figure significative per lo sviluppo dei bambini, all’interno di ogni libro i genitori troveranno un piccolo opuscolo che li aiuterà a riflettere e darà loro piccoli consigli semplici ma importanti per affrontare con i bambini i momenti narrati all’interno delle storie.

A completamento della collana, due guide per gli insegnanti (una per la Scuola dell’Infanzia, una per la Primaria), che permettono di utilizzare la narrativa anche all’interno del contesto scolastico, senza discostarsi dai programmi ministeriali, per favorire lo sviluppo cognitivo e socio-affettivo e il potenziamento delle Competenze Chiave Europee.

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